Spectrenoise intona rumori! – não é bossa noÃ?â??oÃ?â?? va mais é muito naturaLLLLL….

SURF ATONAL
(Marcelo Birck)
perguntem í s garotas que se amarram em mim / por quê o meu estilo é
dissonante assim / estou ligado e nem penso em me desconectar
de um ritmo que é algo mais que transcendental / não queira me dizer que eu
estou fora de tom / escandalizem – se os quadrados, para mim tá muito bom/

se alguém vem me falar que está errado deste jeito / eu digo está desafinado e
para mim não é defeito / pois quero ver as notas fora de lugar / mesmo
sabendo que nem todo mundo vai assimilar / este surf atonal, é o surf atonal /
que não é bossa nova mas é muito natural /

sigo em meu caminho e para mim tá tudo bem / não vou me ligar em
mexerico de ninguém / pois tá na hora mudar de filosofia / manter o
pensamento alerta em plena sintonia

olho vejo bem, sigo contente feliz / sempre ignorando o aviso que diz /
que as notas tem que estar neste ou naquele lugar / estou ligado e nem penso
em desconectar / deste batuque infernal, que é transcendental /
garotas abram alas que agora eu vou decolar / neste surf atonal, é um surf
atonal / que não é bossa nova mas é muito natural / Hei hei / surf atonal , surf
atonal, etc……

Yamatsuka Eye fu per diversi anni il leader e cantante degli Hanatarashi, formazione radicale di rumore alla Einsterzunde Neubaten della quale uscirono tre album senza titolo (nel 1985, 1987 e 1990) e, postumi, un paio di live. Poi si uni` al chitarrista Seiichi Yamamoto e formo` i

Boredoms.

Il loro programma di uno stile ibrido dadaista di speedmetal e free jazz venne definendosi attraverso numerose cassette autoprodotte, fra cui le tre Boretronix, Yellow Power Scum e Journey Into Pain.

I Boredoms esordirono come trio di punkrock sull’EP Anal By Anal (Trans, 1986), con Anal Eater e Born To Anal, praticamente un tour de force vocale di Eye. L’album Osoresan no Stooges Kyo (Selfish, 1988) rafforzo` l’oltraggio ai canoni musicali e alla decenza morale (Feedbackfuck). E` gia` evidente la propensione per l’anarchia completa, ma il complesso tenta ancora di suonare come un complesso e il cantante e` un cantante. I due dischi verranno riediti su Onanie Bomb Meets The Sex Pistols (WB, 1994).

Dopo il singolo Michidai (Public Bath) il sestetto venne rivelato alle masse americane dall’album Soul Discharge (Shimmy Disc, 1989), in cui molti riconobbero le armonie cervellotiche di Can e Faust, soprattutto il rumore assolutamente anarchico dei secondi; ma invece dell’opprimente senso di tragedia dei Mnemonists alla fine rimane un bonario tono da folletti.
La loro e` spesso una musica di mutazioni frenetiche, dove la sorpresa e il trauma contano piu` della sostanza. Il Jimi Hendrix in versione “industriale” di Bubblebop Shot degenera in una coda grandiosa in cui sono sovrapposti una rauca cantante di rhythm and blues, un uomo che strilla i propri guai e un baccanale casuale degli strumenti. 52 Boredoms parte nel segno del techno piu` scipito, ma precipita poi in un sabba sfrenato nel quale si alternano voci sempre piu` invasate e strumenti sempre piu` fuori misura. Il devastante Pow Wow Now ha mille e mille ripensamenti, divagazioni, pause, incidentali. Ciascuno strumento e ciascuna voce viene usata al limite delle sue possibilita` sonore. Ogni brano e` un accumulo di eccessi gratuiti.
Cio` che e` cambiato soprattutto rispetto al passato sono le parti vocali: ogni membro emette rumori striduli, cercando di rubare il tempo agli altri. Il loro e` un vocalismo demenziale fatto di gargarismi, gorgheggi, solfeggi, pernacchie, un’arte tutta trasgressiva che pero`, in assenza di un ritmo o di un riff o di una melodia che siano tali, diventa il motore dei brani. Z&U&T&A fa pensare a una tribu` di indiani sbronzi che danza fino a sfiancarsi, e Pussy Badsmell a un’orgia di qualche girone infernale nel caos strumentale piu` totale e frastornate. Se i Boredoms non sono i primi a sperimentare con la voce, sono fra i primi a tentare un’arte di armonie vocali dissonanti. Fra i numeri piu` riusciti va annoverato anche per l’assolo d’antologia di TV Scorpion.

Pop Tatari (Reprise, 1992) ha continuato sulla stessa falsariga ma forse con maggior cognizione di causa, che, nel caso loro, non e` necessariamente un complimento. In Hey Bore Hey e Bocabola la loro arte di strilli e dissonanze a ritmo omicida e` ancora in primo piano. L’opera, frammentata in diciassette brani, perde pero` qualcosa dell’impatto violentissimo del lavoro precedente. Le lunghe suite senza capo ne` coda di Bo Go, Cheeba e Cory And The Mandara Suicide Pyramid Action costituiscono al tempo stesso il vertice del loro dadaismo e il punto in cui la sua irrazionalita` comincia a ritorcersi contro di loro.

Wow 2 (Avant, 1993) annovera brani piu` compiutamente rock come jet Net e Rat Soup, e costituisce tutto sommato un’eccezione, non una transizione.

Il concept auto-referenziale Chocolate Synthesizer (Reprise, 1994) e` un altro monumento di dadaismo sfrenato, un carnevale di travestimenti piu` che un disco di musica. L’esorcismo tribale di Acid Police sarebbe piaciuto a David Peel, La fanfara mostruosa di Shock City, I demenziali solfeggi yodel e l’isteria cannibalesca di Tomato Synthesizer e Anarchy In The UKK, il garage-rock rocambolesco di Mama Brain e Turn Table Boredoms, il blues sgangherato di Actions Synthesizer Hero, l’inno di Uoredoms, naturalmente subito tempestato di botte chitarristiche e percussive, la danza rituale di B For Boredoms, il free-jazz ridicolo di Eeedoms… le opere dei Residents, al confronto, sono dei capolavori di razionalita`.

I sette EP intitolati Super Roots contengono numerose jam improvvisate dal vivo e sono consigliate soltanto ai fan piu` tenaci. Il primo contiene forse le piu` spassose, come Budokan Tape Try. La quinta contiene un brano di un’ora, Go.

Eye e` anche attivo negli Ufo Or Die, titolari di Cassettetape Superstar (Time Bomb, 1993), un disco ispirato dai Fugs, negli Audio Sports di Era Of Glittering Glass (All Access, 1992), negli Electric Teeth e negli Elvis Dust, tutti complessi piu` o meno dediti a musica fortemente sperimentale, e collabora ai Naked City di John Zorn, con il quale ha registrato sotto diversi pseudonimi Nani Nani (Tzadik, 1995) e Zohar (Tzadik, 1995).

Il chitarrista Seiichi Yamamoto ha formato anche gli Omoide Hatoba, che hanno registrato Daiongaku (Alchemy, 1990), Suichu Joe (Alchemy, 1991), Black Hawaii (Alchemy, 1992), forse il piu` accessibile, Mantako (Public Bath, 1994), Kinsei (Meldac, 1995), forse il piu` geniale, grazie al contributo della tromba e della tuba, Vuoy (Polystar, 1997), forse il meno interessante, opere altrettanto radicali, soprattutto quando si aggregano personaggi come KK Null o Keiji Haino.

Dal canto suo il bassista Hira (o Hilah) canta per gli Hanadensha.

Hanatarashi ha pubblicato altri due dischi, 4 (Public Bath, 1994) 5 (Shock City, 1996), il primo un collage di trentatre demenzialissimi brani e il secondo un unico lungo brano elettronico di 50 minuti.

Nell’arco dell’intera storia del rock pochi hanno osato stravolgere il concetto di armonia come i Boredoms, pochi hanno rinnegato in maniera altrettanto radicale i concetti di ritmo e di melodia, pochi sono riusciti a comporre brani cosi` privi di una trama. Il loro contributo piu` importante rimarra` probabilmente nel campo del canto, dove hanno esteso le intuizioni di David Thomas e Captain Beefheart, congegnando contrappunti fra voci che non sono piu` voci ma semplici aberrazioni di voci.

Super aR (Birdman, 1999) sono i Red Crayola che incontrano i Faust mentre Lou Reed suona la sua Metal Machine Music in sottofondo. Inoltre, l’incarnazione musicale clownesca di Eye trasforma spesso esperimenti quali Super You e Super Coming in fumetti perversi. Le composizioni serie costituiscono il progressive rock piu` irrazionale e capriccioso mai documentato su disco.

Vision Creation Newsun (Warner Bros, 2000) e` una suite in nove movimenti che incarna gli sforzi dei Boredoms per scoraggiare gli ascoltatori.

Originally influenced by the sounds of European bands like Whitehouse, Japanese style noise music then pushed this approach to an extreme of loudness and density, which in turn became a major influence on western noise bands. Sometimes known as “Japanoise” (not just as a pun in English, but even in Japanese: ãâ??¸ãÆ?£ãÆ?â??ãÆ?Žãâ??¤ãâ??º ), it is usually associated with “harsh” characteristics including walls of white noise, non-linear pulses, beats, sampled loops, dialogue, and sirens. Since the late 1980’s this Japanese style has been probably the most prolific and noticeable part of the Noise Music scene. Thus in magazines and the popular imagination the term Noise Music is often closely associated with this style. Likewise the popularity and prolific output of musicians such as the aforementioned Noise Music figurehead/posterboy Merzbow, Otomo Yoshihide and other names like KK Null, Masonna, The Gerogerigegege and Hanatarash (founded by Boredoms frontman, Yamatsuka Eye) have made Japan something of a Mecca for many noise fans. In terms of sales, Noise music is not particularly more popular in Japan than in Europe or America. However, there is perhaps a higher level of recognition from crossover with mainstream genres and events, such as fashion shows or dance performances with music by noise artists, and a comparitively large number of noise live performances are held in Tokyo.

Also, in more recent years, the onkyo style of noise/free improv is becoming more prevalent in Japan. Centered around the Off Site club in Tokyo, and including artists such as Sachiko M, Otomo Yoshihide, Toshimaru Nakamura, Shigeru Kan-no and Taku Sugimoto, it is a form of electro-acoustic improv that focuses on quiet, pure tones, static and space. As with most genre descriptors, there is a backlash against the term, feeling that it solidifies the style into a fixed form (obviously the death knell for any free improv), but for now, it serves as a simple way to convey the general style of modern Japanese improvisational music

880volts

Gekritzel [gÃ?â?¢’kritsÃ?â?¢l] n(-s;0) gatafunhos m/pl., rabiscos m/pl., garatujas f/pl.
:
: (x,y.z) -v- (x,y,z)

The Anti Oedipus ( O Anti Édipo )

âõí¥ Ã?â?í·Âí·üâí·ê Ã?Ë?Ã?â?¢í¹Â Ã?â?¢í¸í¨í¸â

The fruit of the Tree of Knowledge of Good and Evil (Hebrew: âõí¥ Ã?â?í·Âí·üâí·ê Ã?Ë?Ã?â?¢í¹Â Ã?â?¢í¸í¨í¸â) will throw our hero to a deterritorialization field and a possibility of a life beyond Eden.
—————————— ———–
O fruto da árvore do conhecimento levará nosso herói pelo campo da desterritorialização e possibilidade de um mundo além do Éden.
—————————— —————
P&B, 1 minuto, Brasil 2001 – mpg
—————————— —————
by Vitoriamario ( copyleft – modelo Atribuição-Uso Não-Comercial 2.5 Creative Commons)
Creative Commons License

Direção: Rodrigo Soares e Daniel Bittencourt
Roteiro: Glerm Soares
Elenco: Adriano Peterman, Alan Raffo, Candice Di e Tuca Fanchim
Câmera: Daniel Bittencourt
Edição: Rodrigo Soares

+ sobre VITORIAMARIO
Apodrece e vira aduboQuando surgiu Vitoriamario?

Vitoriamario – O primeiro registro de vitoriamario data dos pré socráticos, alias o próprio Sócrates, foi uma brincadeira inventada por ele. Na época vitoriamario morava em uma comunidade dioní­sica fundada numa ilha do mar adriático que já possuia seu próprio panteão de í­dolos todos chamados sócrates, uma piada interna entre eles para caçoar do folclore de seus conteranêos que há tempos havia se tornado motivo para distrair o povo grego dos despotas esclarecidos de Atenas. Por isso Sócrates não deixou escritos pois foi uma piada dos vitoriamario pré-socráticos, assim como Jesus foi um apelido para Pedro, João e outros 10. O secreto Vitoriamario hebreu verdadeiro mentor do discurso cristão que acabou deturpado em Roma. Vitoriamario é um apelido elitizado, uma espécie de seita secreta racionalista que tem sobrevevido há gerações. Resolvi adotar sua alcunha em homenagem ao Vitoriamario que lutou na Guerra do Contestado aqui em meu território, se bem que ele era mais um cancioneiro do que um soldado… Já pelo viés da arqueologia o primeiro vestí­gio de vitoriamário foi encontrado por um nativo no Morro do Sabão (Ilha do Mel-PR) em 1805, na rocha dizeres em lí­ngua nativa e desenhos eróticos de grandes sacanagens tribais. Muitas pessoas acham que o morro seja amaldiçoado pela fúria de Vitoriamario, devido ao alto í­ndice de acidentes ocorridos por lá. Mais recentes são as apresentações multi-sensoriais que um grupo de artistas nômades realizam a pelo menos 12 anos, usando desde instrumentos eletroacústicos tradicionais, como captadores com bobinas enroladas ao viés, Banjolin (espécie de violão aspirador de pó), ventiladores gigantes, aceleradores de particulas sonoras, dodecaedros e mutilações… Bem, tem muita coisa sobre ele em meu site, mais não é motivo para reverências, ele está morto e hoje Vitoriamario sou eu… ou você, o que importa?
leia mais aqui..

Loteria Nacional

National Lottery – video do mestre e amigo Marcelo Borges.

homenagem a canalhada que orbita a bolha da ilusao de liberdade ,e que se alimenta da sujeira que so a ode ao voto obrigatorio acumula.

Acesse a Página do Marcelo Borges no you tube e conheça um acervo único da filmografia do rock independente de Curitiba, além dos clássicos curtas e videoinstalações do figura.

Na Casa da Claudete

Casa da Claudete (para Claudete Pereira Jorge, Octávio Camargo, Luiz Felipe Leprevost e todos que frequentam a casa da Claudete)

na casa da Claudete
os cristos são descrucificados.
religiões são formadas,
reformadas e destruí­das.
legiões e batalhões de idéias
são postas em sentido em versos
conservados em vodka.

na casa da Claudete
o marxismo também é tomado com coca-cola
o stalinismo cuspido pra fora da janela
e homero lido a marteladas
de mais ou menos 5.000 palavras.

na casa da Claudete
o incrí­vel Hulk é um adorável covarde
o jantar é a luz de velas pela falta de pagamento
os mestres são amigos do peito
que carinhosamente
mandamos para aquele lugar.

na casa da Claudete
um uno mil pára no meio do caminho
e í  pé buscamos o combustí­vel
num posto da rua de baixo.
lá não se cala a boca, se fala mais alto.
lá, adormecer é um ato de revolta.
é uma pausa para a volta triunfal.

“aliás, a casa dela
definitivamente não é a minha”
foi o que eu pensei
a última vez que adormeci
num dos cantos
da casa da Claudete.

alexandre frança

quer mais? entre no blog Blues Curitibano e confira as novidades.

A dança dos vampiros

angela-guadagnin
Clique na imagem para ver o ví­deo de Ângela Guadagnin (PT-SP) comemorando a absolvição, pelo plenário da Câmara, de João Magno (PT-MG) das acusações de recebimento de mensalão.

dep.angelaguadagnin@camara.gov.br

porcada2

O Futurismo Italiano (Carta de GRAMSCI a TROTSKY)

Eis aqui as respostas í s perguntas que você me fez sobre o futurismo italiano: O movimento futurista, na Itália, perdeu, completamente, seus traços caracterí­sticos, depois da guerra. Marinetti dedica-se muito pouco com o movimento. Casou-se e prefere consagrar sua energia í  esposa. Monarquistas, comunistas, republicanos e fascistas participam, atualmente, do movimento futurista. Em Milão, onde, recentemente, se fundou um semanário polí­tico, Il Principe, que formula, ou procura formular, as teorias desenvolvidas por Maquiavel para a Itália do século XV, a saber: Só um monarca absoluto, um novo César Bórgia, colocando-se í  frente dos grupos rivais, pode encerrar a luta, que divide os partidos locais e leva a nação ao caos. Dois futuristas, Bruno Corra e Enrico Settimelli, dirigem o órgão. Marinetti colabora hoje nesse periódico, embora tivesse sido preso por causa de violento discurso contra o rei, que pronunciou em 1920, durante manifestação patriótica, em Roma. Os principais porta-vozes do futurismo de antes da guerra tornaram-se fascistas, í  exceção de Giovanni Papini, que se converteu ao catolicismo e escreveu uma história do Cristo. Os futuristas, durante a guerra, foram os mais tenazes partidários da “luta até a vitória final” e do imperialismo. Só um fascista, Aldo Palazzeschi, declarou-se contra a guerra. Rompeu com o movimento e terminou emudecendo como escritor, embora fosse dos mais inteligentes. Marinetti publicou um manifesto para demonstrar que a guerra – sempre, aliás, exaltada por ele – constituí­a o único remédio higiênico para o universo. Tomou parte no conflito como capitão de um batalhão de carros blindados, aos quais teceu um hino entusiasta no seu último livro, A Alcova de Aço. Escreveu também uma brochura intitulada Fora do Comunismo, na qual desenvolve suas doutrinas polí­ticas – se se pode qualificar de doutrina as fantasias desse homem – que são por vezes espirituosas e sempre estranhas. A seção de Turim do Proletkult, antes da minha partida da Itália, pediu a Marinetti que explicasse, na abertura de uma exposição de quadros futuristas, o sentido do movimento aos operários. Ele aceitou, voluntariamente, o convite. Visitou a exposição com os operários e declarou-se satisfeito com o fato de demonstrarem mais sensibilidade que os burgueses no que concerne í  arte futurista. O futurismo, antes da guerra, era muito popular entre os operários. A revista L’Acerbo tinha uma tiragem que atingia a 20.000 exemplares, dos quais quatro quintos circulavam entre operários. Quando de numerosas manifestações de arte futurista, nos teatros das maiores cidades italianas, os operários defendiam os futuristas contra os jovens – semiaristocratas e burgueses – que os atacavam. O grupo futurista de Marinetti não existe mais. Um certo Mario Dessi, um homem sem o menor valor, tanto como intelectual quanto como organizador, agora dirige o seu antigo órgão, Poesia. No Sul, notadamente na Sicí­lia, apareceram muitas folhas futuristas nas quais Marinetti escreve artigos; publicam-nas estudantes que encobrem com o futurismo a sua ignorância da gramática italiana. Os pintores compõem o grupo mais importante entre os futuristas. Há, em Roma, uma exposição permanente de pintura futurista, organizada por um certo Antonio Giulio Bragaglia, fotógrafo falido, produtor de cinema e empresário. O mais conhecido dos pintores futuristas é Giorgio Balla. D’Annunzio, publicamente, nunca tomou posição em relação ao futurismo. Deve-se dizer que o futurismo, na sua origem, manifestava-se, expressamente, contra d’Annunzio. Um dos primeiros livros de Marinetti intitulava-se Les Dieux s’en vont, d’Annunzio reste(1). Ainda que durante a guerra os programas polí­ticos de Marinetti e de d’Annunzio coincidissem em todos os pontos, os futuristas permaneceram anti-d’Annunzio. Eles, praticamente, não mostraram nenhum interesse pelo movimento de Fiúme, embora mais tarde participassem das manifestações.

Pode-se dizer que, depois da conclusão da paz, o movimento futurista perdeu completamente o seu caráter e dissolveu-se em diversas correntes, formadas no transcurso da guerra e em conseqüência dela. Os jovens intelectuais são quase todos reacionários. Os operários, que viram no futurismo elementos de luta contra a velha cultura acadêmica italiana, ossificada e estranha ao povo, hoje devem combater de armas na mão por sua liberdade e demonstram pouco interesse pelas velhas querelas. Nas grandes cidades industriais, o programa do Proletkult, que visa a despertar o espí­rito criador do operário para a literatura e a arte, absorve a energia daqueles que ainda têm tempo e desejo de ocupar-se com tais questões.

8 de setembro de 1922

António Gramsci

Homero na Bibioteca Pública do Paraná

Claudete Pereira Jorge – canto I – 21 e 22 de março, í s 21h

“Febo, a tais preces, arco e aljava cruza,
Do vértice do céu baixa iracundo;
Vem semelhante í  noite, e a cada passo
Tinem-lhe ao ombro as frechas. Ante a frota
Suspenso, a farpa do carcás descaixa,
Terrí­vel o arco argênteo estala e zune:
Moles primeiramente a cães e mulos,
Depois com vira acerba ataca os homens,
De cadáveres sempre a arder fogueiras.
As tropas dias nove asseteadas,
Ao décimo as convida e ajunta Aquiles;
Inspiração da bracení­vea Juno,
Que seus Dânaos morrer cuidosa via.”

Richard Rebello – canto XVI – 23 e 24 de março, í s 21h

“Cinge o Menécio deslumbrante saio;
Com prata afivelando, as finas grevas
Ajusta í s pernas; estrelada e vária
Aos peitos liga a do veloz Pelides
Érea couraça; o claviargênteo gládio
Pendura; o grã pavês, sólido ombreia;
Põe í  forte cabeça o casco insigne,
De nutante penacho e horrente crista;
Válidas lanças a seu pulso adapta,
Que a do Eácida exí­mio, por disforme,
Argeu nenhum, só ele, manejava:”

Arte – Solda / fotos – Chico Camargo

“Cercam no e vozeiam como em curral na primavera moscas de alvos tarros de leite em roda zumbem”

Brandon should see this

reciclador-china
Photo by caro…
Some rights reserved

Para nadie es un secreto que China es un paí­s con “considerable” contaminación. Aún así­, es también un paí­s donde se recicla muuuuucho (yo no soy de términos estadisticos como podrán ver)…y todo ese reciclaje no lo hace la gente en sus casas, sino seí±ores como este, que van por la calle arrastrando una carreta, recogiendo botellas de plástico, cartones, bolsas y demás, que luego venden a las plantas de reciclaje. Para mi, este seí±or es un héroe.
_______________________

Itôs not a secret that China has got pollution problems. However, this is a country where a lot of recycling gets done. But unlike other countries, all that recycling is not done by the people at home, but by men like this one, that go around the cities, collecting plastic bottles, cardboard boxes, bags and anything the could sell to the Recycling Plants. In my opinion, this man is a hero“.

Porque bloga?

aaaaaaaaaaaaaaaaeoorkoerkoerkeorkeorkeorkerkeorkeorkeorkeorkeorkoa
fgaga
afafffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffsopfgopgfopkfkopfkopfsopkfkopgfkopf
opkfkfokpfgopfopgfopfkdopkopfopfgopksdfopkpok
dfspkgdtpogsdfpv,dfosv,sdfov,osdfv,so,os,fsdokgofdksdfopfkoooofok
gfkopdfokpsfkopgfkopdfkopdfklçsdfkfklçfdflçflf
kopgkldflfmopmkopgfmopgfmopgfmopgfmopmopgfmopgfgfgf,gf
kopsdfkopdfkopgflfmloçmlllgfkopfkfôpklgfkgfkpppplçgfmlçgfmlçgfkoegtoekr
gfopgfopppfkkkkkkkkkkffdgfogfpkokkgfpadfasdfkfkfkgfkf

gfkpffffkgfopadflkfalpgfkopfoopkkkasdasdgfgf

CORTE O BRAÇO DO SEU IRMÃO GEMÃ?Å O E COLE NO SEU SOVACO!!!!!!!!!!!!!

Ryan and Dave are the most unique identical twins you’ll ever meet. After tiring of piercing, tattoos, and implants about three years ago, they began exploring much heavier surgical modifications. Dave had spent two and a half years in pre-med at Queens University in Kingston, and using contacts made both there and online he and his twin brother have changed themselves in ways far beyond anything anyone else has ever attempted

.

Alocação dinâmica de memória

Esta página é um pequeno resumo sobre alocação dinâmica de memória, ou seja, alocação que ocorre durante a execução de um programa.
Malloc e free

A função malloc (abreviatura de memory allocation) da biblioteca padrão aloca um bloco de bytes consecutivos na memória do computador e devolve o endereço desse bloco. Eis um exemplo bobo que recebe um caracter e imprime o caracter seguinte da tabela ISO 8859-1:

char *ptr;
ptr = malloc (1);
scanf (“%c”, ptr);
printf (“%c\n”, *ptr + 1); /* não confunda com *(ptr+1) */
free (ptr);

Eis outro exemplo bobo, que calcula a soma de dois números:

int *ptr;
int x;
ptr = malloc (sizeof (int));
scanf (“%d %d”, ptr, &x);
*ptr = *ptr + x;
printf (“%d\n”, *ptr);
free (ptr);

A expressão sizeof (int) dá o número de bytes de um int. No meu computador, esse número é 4.

A função malloc devolve um ponteiro “genérico” ââ?¬â? ou seja, do tipo void * ââ?¬â? para um bloco de bytes consecutivos. No exemplo acima, esse ponteiro é automaticamente convertido em ponteiro-para-int uma vez que a variável ptr é do tipo int *.

A função free libera a porção de memória alocada por malloc. O comando free (ptr) avisa o sistema de que o bloco de bytes apontado por ptr está livre. A próxima chamada de malloc poderá tomar posse desses bytes.

As funções malloc e free estão na biblioteca stdlib. Portanto, diga

#include

no iní­cio de qualquer programa que use malloc e free.
A memória não é infinita

Se a memória do computador já estiver toda ocupada, malloc não consegue alocar mais espaço e devolve NULL. Convém verificar essa possibilidade antes de prosseguir:

ptr = malloc (sizeof (int));
if (ptr == NULL) {
printf (“Socorro! malloc devolveu NULL!\n”);
exit (EXIT_FAILURE);
}

A codificação freqüente e repetida desse teste é cansativa para o programador e desvia a atenção do leitor. Por isso, vamos usar a seguinte versão alternativa de malloc:

void *mallocX (unsigned int nbytes)
{
void *ptr;
ptr = malloc (nbytes);
if (ptr == NULL) {
printf (“Socorro! malloc devolveu NULL!\n”);
exit (EXIT_FAILURE);
}
return ptr;
}

A função mallocX não está em nenhuma biblioteca e é desconhecida fora dessas notas de aula. Ela é apenas uma abreviatura conveniente.
Exemplo

Eis como um vetor (= array) com n elementos inteiros pode ser alocado durante a execução de um programa (a propósito, veja observação sobre vetores e endereços em outra página):

int *v;
int n, i;

scanf (“%d”, &n);
v = mallocX (n * sizeof (int));
for (i = 0; i < n; i += 1) scanf ("%d", &v[i]); for (i = 0; i < n; i += 1) printf ("%d ", v[i]); free (v); Do ponto de vista conceitual (mas apenas desse ponto de vista) o comando v = mallocX (100 * sizeof (int)); tem o mesmo efeito que int v[100]; A propósito, convém lembrar que o padrão ANSI não permite escrever "int v[n]", a menos que n seja uma constante, definida por um #define.